Arvier si trova in una piccola conca coltivata a vigneti, testimonianza della caparbietà degli uomini nell'utilizzare tutta la terra disponibile: qui su produce il famoso vino rosso "Enfer d'Arvier", insignito della DOC già nel 1972. Il paese, dominato da una torre quadrata, unica sopravvivenza dell'antico Castello de La Mothe, è il posto giusto per approfittare di passeggiate, tranquillità, cultura, sport e buona cucina. Nella frazione di Leverogne è visibile una parte degli affreschi dell'antico ospizio dei pellegrini, poco più in alto si può notare il suggestivo Santuario di Notre-Dame de Rochefort, mentre dal borgo di Grand Haury, dove si scorgono i resti di antichi mulini e segherie ad acqua, si raggiunge a piedi il Castello di Montmayeur, di cui è rimasta nel tempo la torre cilindrica. La Ravoire offre architetture del Basso Medio Evo, una palestra di roccia e la Riserva Naturale del Lac Lolair. In questa zona è facile scorgere l'aquila reale, l'astore o la poiana e , intorno al lago, uccelli tipicamente acquatici, quali il germano reale, che quì nidifica, e la gallinella d'acqua.
Avise, collocato in posizione dominante sul versante orografico sinistro della Dora, è un villaggio che offre un paesaggio dove il tempo sembra essersi fermato. Vi si può ammirare la Maison de Mosse, oggi restaurata e sede estiva di mostre. In epoca romana occupava un punto strategico sulla Strada delle Gallie e ancora oggi a Runaz è visibile il tratto denominato "Pierre Taillée" (pietra tagliata) in cui la strada romana superava uno strapiombo roccioso con notevoli opere di ingegneria. Oltre il ponte medievale furono eretti tre castelli, quello di Avise, la cui facciata è decorata da una bella serie di bifore a chiglia rovesciata, la Maison de Blonay, prima dimora della potente casata locale e la roccaforte di Cré di cui si possono osservare oggi i resti. Partendo dall'area pic-nic Lo Crou si può facilmente raggiungere la cascata di Frenay (circa 30 minuti a piedi).
Festa della Fiocca.
La festa, la cui prima edizione risale al 1972, si svolge nel villaggio di Baulin (1700 mt) all'inizio della Valgrisenche. La Fiocca, la panna, viene montata a mano con grande vigore dei fouets, le fruste di salice, all'interno di una grotta detta Boma.
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Aymavilles è una località situata all'imbocco della Valle di Cogne tra frutteti e vigneti e vanta una produzione di vini bianchi e rossi di alta qualità, come la Petite Arvine e il Torrette, che si possono trovare presso i vari produttori o presso la Cooperativa "Cave des onze communes". Il nome Aymavilles probabilmente proviene da Caius Avilius Caimus, proprietario e artefice del Ponte-acquedotto di Pont d'Ael, una grandiosa opera alta circa 56 metri e lunga 50, costruito nel 3 a.C. per convogliare l'acqua nei suoi poderi. Esso è uno dei più originali e spettacolari monumenti della Valle d'Aosta. Il paese gode di un clima mite e grazie alla sua posizione centrale è punto di partenza favorevole verso le mete più interessanti dell'intera regione. Al centro domina il castello con i suoi quattro torrioni cilindrici merlati fatti costruire da Amedeo di Challant. L'edificio in seguito fu ripetutamente rimaneggiato, mutando la sua destinazione da quella difensiva a quella di elegante dimora signorile all'interno di un grande parco. Oggi, dopo importanti interventi di ristrutturazione il castello con annessi la Grandze e le Scuderie ospita importanti manifestazioni regionali.
Courmayeur, situata ai piedi del massiccio del Monte Bianco, è la più antica stazione alpina della Valle d'Aosta, patria di numerose guide di fama mondiale e sede della prima società italiana delle guide alpine. Oltre alla chiesa parrocchiale, meritano una visita il Museo alpino Duca degli Abruzzi e, solo dall'esterno, la Torre Malluquin, testimonianza di un castello altomedievale. Il paese è circondato da numerose frazioni che mantengono intatte le caratteristiche architettoniche delle abitazioni tradizionali: La Saxe, Dolonne, La Palud ed Entreves, dove in estate si svolge il caratteristico mercatino d'antiquariato di Santa Margherita. Da qui si accede al Traforo del Monte Bianco, lungo 11.600 mt, che attraversa la catena del Monte Bianco per arrivare in Francia ai piedi del ghiacciaio dei Bossons. Courmayeur permette di trascorrere una vacanza all'insegna della cultura, natura, shopping, relax, gastronomia e di praticare numerosi sport sia nella stagione invernale che in quella estiva. Le montagne che la circondano offrono infatti quanto di meglio possa richiedere l'appassionato di escursionismo e di alpinismo. In inverno i moderni impianti di risalita contano più di 24 tra funivie, cabinovie, seggiovie e sciovie. Il comprensorio sciistico offre 100 km di piste di discesa e divertimento assicurato con i fuori pista, lo sci alpinismo, l'heliski, le passeggiate con le racchette e lo sci di fondo nella Val Ferret. L'innevamento programmato garantisce sempre piste in ottime condizioni.
Nel centro storico di Courmayeur, nei nuovi locali del Jardin dell'Ange, ha sede la sala valdostana del Museo Transfrontaliero del Monte Bianco, con la vocazione di essere il luogo privilegiato di riflessione sull'identità delle popolazioni dell'Alta Savoia e della Valle d'Aosta.
www.comune.courmayeur.ao.it
La Salle domina la conca della Valdigne. Per gli amanti delle passeggiate, c'è un'ampia scelta di itinerari adatti a tutte le esigenze, che consentono di conoscere l'incontaminato ambiente montano e di ammirare spettacolari panorami. Le mete più ricercate sono la Becca Poignenta, il monte Paramont, la Grande Rochère, il Col de Bard e il Col Serena. La Maison Gerbollier che oggi ospita il Municipio, è un antico casale nobiliare, casaforte della famiglia Viard. Alcuni profili di porte e finestre hanno forme che richiamano gli splendori dell'edificio del XVI secolo. Da notare la volta dell'ingresso e, all'interno del cortile, il portone ad arco carenato (fine del XV sec.) sormontato dalla figura di un cardellino mentre becca un cardo.
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Morgex tiene a portata di mano, nel raggio di una manciata di chilometri, la catena del Monte Bianco, Courmayeur e La Thuile per sciare circondati da panorami mozzafiato, Arpy per godersi la tranquillità dello sci di fondo, i laghi alpini di Arpy, Pietra Rossa e Licony per guardarci dentro il riflesso del cielo e le acque tumultuose della Dora per provare il rafting. L'antico splendore delle dimore nobili è testimoniato dalle strutture che hanno saputo attraversare i secoli, ovvero la Tour de l'Archet costruita verso il 998, il castello Pascal di La Ruine, la casa forte Bozel del Villair. I vigneti a pergola bassa che producono le preziose uve del "Blanc de Morgex et de La Salle" sono parte integrante del territorio. Oltre ad essere un vino fresco e profumato è anche da record: viene prodotto con le uve dei vigneti più alti d'Europa (1200 mt).
La Chiesa di Santa Maria Assunta, parrocchia tra le più antiche della regione, ha svolto un ruolo di primo piano nella Valdigne, come dimostrano le importanti testimonianze artistiche. L'impianto romanico ha subito diversi rimaneggiamenti, fino all'aspetto attuale assunto alla fine del XVII secolo. All'interno ricchi altari barocchi e un interessante museo parrocchiale.
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Pre Saint Didier è la stazione turistica la cui fama è legata alle sue acque ricche di ferro, già conosciute al tempo dei romani e meta di un rigoglioso turismo termale dalla metà del '600. Oggi le terme propongono un'offerta integrata di relax e natura con piscine di acqua calda dalle quali si gode una splendida vista del Monte Bianco. A pochi passi dal centro si trova l'Orrido, una gola strettissima formatasi dalle acque impetuose della Dora di Verney. Merita una visita la Chiesa parrocchiale di San Lorenzo ricostruita nel XV secolo e ampliata alla fine dell'800, il cui campanile, che risale presumibilmente all'XI secolo, è tra i più antichi della valle. Località privilegiata per turisti di ogni età, Pre Saint Didier è un ottimo punto di partenza per un gran numero di escursioni e per gli appassionati di rafting che possono cimentarsi nella discesa della Dora Baltea. In località Plan du Bois, il Parco Avventura, attrezzato con percorsi sportivo-ricreativi aerei di diverse difficoltà e adatti ad ogni genere di pubblico.
Le terme.
Già in epoca romana le fonti calde della zona erano conosciute, ma lo sfruttamento delle acque cominciò alla metà del '600, quando i primi forestieri giungevano nella bella conca alpina per "passare le acque". Per oltre 150 anni le terme furono uno dei principali centri di attrazione della Valle, ospitando personaggi illustri e diventando il luogo di vacanza in montagna preferito dalla famiglia reale italiana. Le acque di Pre Saint Didier erano famose fin dai tempi antichi per la loro capacità di rendere morbida la pelle, di facilitare la circolazione del sangue ed i movimenti muscolari e di produrre un benessere fisico e morale. Grazie alla presenza di ferro, possiedono anche un valore tonico-ricostituente. Oltre il centro benessere termale di Pre Saint Didier offre un percorso benessere con oltre 40 pratiche tra cui vasche idromassaggio, vasche relax con acqua ferma e musica subacquea, cascate tonificanti, saune, bagni vapore aromatizzati, area fanghi, sale relax panoramiche e tanto altro ancora.
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Saint Nicolas è appoggiato su una balconata sospesa sulla valle centrale, in posizione molto soleggiata. Il paese gode di un panorama incantevole, da cui è possibile avere un colpo d'occhio che spazia dal Monte Emilius al Rutor. La sua chiesa è ben visibile dal fondovalle. Qui nacque l'abate Jean Baptiste Cerlogne, grande poeta e studioso della lingua dialettale valdostana. Negli anni '60 nacquero un museo alla sua memoria e il Centre d'Etudes Francoprovencales, specializzato sugli aspetti etnografici, in particolare quelli dialettali dell'area alpina. A Lyveroulaz si può visitare il Musée Gerbore dove sono esposti macchinari agricoli degli anni '50. Altra peculiarità sono i calanchi, originati da un affascinante fenomeno geomorfologico di origine glaciale. Numerose le passeggiate su facili sentieri per osservazioni naturalistiche nell'area del Bois de La Tour, bosco provvisto di sentieri natura accessibili anche ai non vedenti. Facilmente raggiungibile da Saint Nicolas è la Comba di Vertosan, magnifica vallata, ricca di pascoli, che ospita ogni anno un'importante eliminatoria delle Batailles de Reines, è una località dove trekking e mountain bike trovano il loro ambiente ideale. In inverno i prati che costeggiano il capoluogo diventano tracciati per lo sci di fondo di tutti i gradi di difficoltà.
Saint Pierre è un paese disteso sul fondovalle, su cui incombe il castello dall'aspetto vagamente hollywoodiano grazie alle torrette circolari aggiunte nel corso del XIX secolo. Appena sotto il castello, su un gradino roccioso è appoggiata la chiesa parrocchiale di San Pietro, che presenta un pulpito ligneo del XVIII secolo. Dal fascino più spartano, ma autentico, il castello Sarriod de La Tour, risalente al XIII secolo, con la sala delle teste dal caratteristico soffitto ligneo decorato con grottesche figure antropomorfe, mostri fantastici e annimali. E' proprio qui, sulla collina di Saint Pierre che, circa 5.000 anni fa, i primissimi abitanti della Valle d'Aosta s'insediarono, approfittando del clima mite e dell'intensa radiazione solare. Da non perdere la manifestazione eno-gastronomica "Brindisi sotto le stelle" che si svolge la notte di San Lorenzo di ogni anno.
Il nome Sarre deriva dalla voce preromana "Sarra" che significa stretto fra i monti. In realtà, il territorio del comune si estende fino a raggiungere i 3061 metri del Mont Fallère; la buona esposizione ha permesso sin dall'antichità la fondazione di numerosi villaggi oggi circondati da estesi frutteti e da vigneti. Impossibile da perdere è la magica atmosfera del Castello Reale. Il nucleo primitivo risale probabilmente al XII secolo, ma fu in epoca molto più recente che il Castello assunse la forma attuale. Nel 1869, infatti, re Vittorio Emanuele II acquistò l'edificio e ne fece il suo quartier generale per le spedizioni di caccia nelle valli di Cogne, Rhemes e Valsavarenche. Per volere del suo successore, re Umberto I, il salone e la galleria furono decorati con migliaia di trofei di camosci e stambecchi. Oggi visitabile nel nuovo allestimento museale, nel corso degli anni è stato abitato da tutti i membri di Casa Savoia.
Villeneuve, colocato sulla sponda destra della Dora, ha tra i suoi motivi di interesse l'edificio della centrale idroelettrica, costituito nel 1921 con decorazioni Belle Epoque. Sopra il paese, su uno sperone roccioso, si trovano la chiesa romanica di Santa Maria, dove sono stati ritrovati resti risalenti al V secolo, e più in alto le rovine del Castello di Chatel-Argent di cui rimangono oggi solo la torre a pianta circolare, resti della cinta muraria e i ruderi della cappella. Tra i tanti personaggi celebri che passarono di qua c'è uno dei più grandi paesaggisti dell'800: il pittore inglese William Turner. Lungo la Dora Baltea si può soddisfare il proprio spirito di avventura a bordo di un gommone da rafting, in kayak o con l'hydrospeed, oppore cimentandosi lungo i divertenti percorsi del Parco Avventure.
Le Barmet sono grotte scavate nella roccia, utilizzate ancora oggi per la conservazione del vino prodotto in loco. All'interno dei barmet il vino è protagonista, ma di certo merita un'attenta osservazione la struttura di queste cantine regalate dalla montagna e recuperate recentemente quale segno concreto di una cultura vitivinicola sempre più legata al territorio.
www.comune.villeneuve.ao.it